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giovedì 7 marzo 2013

L’8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna LAVORATRICE

     Ci sono diversi fatti che si danno quando si parla dell’8 marzo come Giornata Internazionale della Donna LAVORATRICE. Di solito si parla di un incendio in una officina tessile l’8 marzo di 1.908, ma questo giorno era domenica, cioé non poteva essere nessuno sciopero ne riunione, e neanche c’è stato nessuno sciopero in quei gorni. Ne c`è stato nessun incendio in una oficina chiamata “Cotton”, ma neanche questo noto incendio è suceso nel 1.857. E alla fine è anche falso che le operarie tessile dovevano portare abiti di colore lilla. La storia, cioé la verità, è altra.
     A consecuenza della preocupazione della donna dal movimiento socialista di allora, nella Germania nasce il “Movimento Tedesco di Donne Socialiste”, guidato soprattutto da Clara Zetkin. Questa Clara Zetkin promuove la Prima Conferenza Internazionale di Donne Sozialiste, alla stessa volta che il congresso della II Internazionale in Stuttgart nel 1907. In questo congresso i partiti socialisti di allora (non c'entrano niente quelli di oggi) promuovono diverse campagne a favore del voto della donna.
     A seconda di questa campagna il Partito Socialista Americano decide celebrare un “Woman’s Day” l’ultima domenica di febbraio. L’anno seguente questa giornata si ripete e questo fia l’ultima domenica di febbraio fino a 1.914.
     Nella Seconda Conferenza di Donne Sozialiste si decide di celebrare in tutti i paesi una giornata per promuovere il voto della dona. In alcuni paesi scelgono diverse date, ed in 1.914 si decide per la prima volta di fare questa celebrazione l’8 marzo in Germania, Svezia e Russia.
     In questo ultimo paese, Russia, si celebra per la prima volta questa giornatta della donna lavoratrice nel 1.913, ed è in questo paese dove questa data prende tutto il suo senso storico. Nel 1.917 questa giornata era tenuta presente, anche se Russia era un paese in guerra sotto un regime, quello dello Zar, forte e reppressivo. I morti per la guerra, la scarsità di pane, di cibo, crea una situazione insopportabile per i proletari. Il giorno 23 di febbraio (8 marzo secondo il calendario occidentale) le donne esplodono dopo di che le siano negate le loro razioni di pane dopo di aspettare tutta la notte. L’ira (che non indignazione) si estende e ci sono assalti nelle panetterie e nei magazzini di cibo. Quando gli operai hanno notizia di questo, fanno súbito sciopero e si unino alle donne nelle piazze nei tumulti. Questa rivolta si estende per tutta Russia e pocchi giorni dopo lo Zar rinuncia a suo trono. L’8 marzo, poi, è l’inizio di quello che si chiama “Rivoluzione di Febbrario”, che mesi dopo, in ottobre, diventa nella conosciuta Rivoluzione Russa. Ed è per questo motivo che si celebra sempre l'8 marzo e da quel momento fino a oggi, malgrado le manipolazione feministe sul fatto.
     Così, l’8 marzo appartiene a la classe operaia, alle donne sfruttate dal capitalismo. L’8 marzo è la Giornata della Donna Lavoratrice, della donna sfruttata, non è il giorno delle donne borghese, delle empresarie, delle capitaliste e delle professioniste imprenditore, non è il Giorno della Donna Sfruttatora.
     Distinti saluti, Clara Zetkin. NA2. (Aggiornato).
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