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mercoledì 27 febbraio 2013

                  IL VINO:  A SPASSO TRA I VIGNETI DELLA VECCHIA POMPEI

In concomitanza con la mostra a Madrid: " Catastrofi sotto il Vesuvio", ho creduto che sarebbe anche interessante sapere qualcosa del vino dell´antica Pompei in Campania e degli effetti dell´intensa attivitá vulcanica che ha sconvolto la zona dal secondo millennio a.c. in poi, fino all´esplosione "pliniana" del 79, che distrusse Pompei, Ercolano e Stabia.

Passeggiando tra le rovine di antichi paesi estinti, ci si imbatte in qualcosa di vivo, che testimonia il passaggio inesorabile del tempo. Succede a Pompei dove a due passi dall´Anfiteatro e dalla Palestra Grande, troviamo un vero vigneto in piena vendemmia.
Piú di un ettaro di terreno é stato destinato alla produzione di uve Piedirosso e Sciascinoso, proprio in
un´area che giá nell´antichitá era destinata alla produzione vitivinicola.

Piedirosso, vitigno di 2000 anni fa:  un terreno particolare all´interno degli scavi, dovuto allo strato bassissimo del terrero e all´elevata densitá di impianto dei vigneti collocati nella stessa posizione originale, grazie all´utilizzo delle antiche radici.

Tre sono i sistemi di coltivo: la pergola, il palo e anche l´alberello, seguendo le fonti letterarie.  Non si hanno notizie certe sul vitigno pompeiano originario, ma gli studi sugli affreschi, sui reperti, e su altri resti vegetali hanno permesso di individuare il vitigno che piú potesse avvicinarsi a quello antico.

"Si tratta del Piedirosso che si é conservato, grazie alla tradizione contadina, il nome deriverebbe dall´antica uva columbina purpurea, denominata cosí poiché la rachide e il pedicello rossi ricordano le zampe dei colombi.

Cosí sono iniziati nel´92 i primi studi sperimentali sui riperti e sul terreno.

La produzione del vino "Villa dei Misteri" ha preso avvio nel 2001, con marchio I.G.T. (Indicazione geografica protetta), che é un riconocismento che viene dato ai migliori vini pompeiani e con etichetta Mastroberardino. Il vino venduto all´asta, ha permesso ai produttori di destinare parte del prodotto al restauro.

La produzione vitivinicola é una lente sulla vita quotidiana della cittá antica, per capire cosa si produceva e come.

Pompei é viva e bisogna far sí che se ne parli bene. C´é bisogno di rendere vivi i monumenti archeologici e non considerarli semplicemente un insieme di reperti. Questi sono gli ingredienti che rendono il "Villa dei Misteri", un vino piú unico che raro, purtroppo ora in produzione limitata e destinato solo a quealche fortunato.

É interessante l´iniziativa delle cantine Mastroberardino di inviare un saggio del prodotto alle diverse ambasciate, un modo per conoscere il territorio in un bicchiere di vino.

Marivi





lunedì 18 febbraio 2013

LE CASE DI POMPEI

Le case di Pompei sono orientate verso l’interno, mancano le finestre, e la luce e l’aria si filtrano per due aree centrali attorno all’atrium e al peristilium.

Alcune, grazie alla lava dell’eruzione del Vesuvio si sono conservate in uno stato quasi perfetto, e quindi Pompei offre ancora un tesoro eccezionale per la storia dell’umanità.

Infatti, troviamo un’antologia ricchissima e preziosissima della “domus”, cioè della casa unifamiliare. Pertanto, i locali necessari per le esigenze prevalentemente fisiche, come camere, servizi igienici, di cucina, pranzo, ecc., si snodano ai lati della vita culturale e sociale della famiglia.

Questi spazi si sviluppano quasi totalmente al coperto (atrium) o allo scoperto
( peristilium). Tra l’atrio e il peristilio si inserisce l’ambiente più sacro alla famiglia: il tablinum.

Ogni locale attorno, prende aria e luce solo dai due grande spazi centrali, raramente all’esterno.

L’atrio spesso è arricchito da quattro colonne, e il giardino all’aperto si adorna di fontane, statue e ninfee.

All’interno, invece, le pareti erano dipinte da affreschi, che ancora oggi si conservano.

Leonor Cembranos

domenica 17 febbraio 2013

Marco Mengoni vince il Festival di Sanremo








La sessantesima terza edizione del Festival di Sanremo è finita ieri sera. Dopo cinque serate, quest´ultima serata conferma il sucesso di questa edizione. Il dato medio dell´intero Festival è di 11.936.000 spettatori e il 47,28% di share. Per un dato simile bosognarebbe risalire al 2000. La prima parte della serata finale è stata seguita da 13,6 milioni di spettatori, pari al 51,96 di share. Alle 21.48 il Festival è stato vsto da piú di 15 millioi di italiani. Nella seconda parte, gli spettatori sono stati più di 10 millioni, 66,60 di share. Alla proclamazione del vincitore lo share ha toccato il picco del 73,48 %.

Cinque serate di musica, umore (meno) e polemiche, come al solito. Ospite nazionale ed internazionali: le top model Bianca Balti e Bar Rafaeli, gli sportivi Martin Castrogiovanni e Roberto Baggio, gli attori Maurizio Crozza, Beppe Fiorello, Neri Marcorè e Claudio Bisio, i cantanti Toto Cutugno (insieme al coro russo de L´Armata Rossa), Carla Bruni, Asaf Avidan, Albano, Laura Chiatti, Caetano Veloso, Andrea Bocelli e Birdy. Tra il resto degli ospiti ci sono state anche l´unico paracadutista e base jumper ad aver superato la velocità del suono in caduta libera, Felix Baumgartner, e il comico spagnolo José Luis Moreno insieme al suo Rockefeller. Omaggi a due grandi della televisione italiana, Pippo Baudo e Mike Buongiorno.

Venerdí sera è finita la gara dei giovani. Vince Antonio Maggio con la canzone "Mi servirebbe sapere".

E il sabato la gara finale dei big. Nè malika Ayale, nè Raphael Gualazzi, nè Daniele Silvestri, nè Max Gazzè, nè Maria Nazionale, nè Simone Cristicchi....Soltanto tre arrivano alla fine della gara con posibilità di diventare vincitore del festival. Il risultato viene dal televoto e di una giuria, al 50 % ogniuno.

MARCO MENGONI vince il Festival con "L´essenziale". Mengoni ha vinto la prima edizione del "X Factor" italiano. Tre anni fa con "Credimi Ancora" ottiene il terzo posto a Sanremo. Sarà anche la proposta italiana all´Eurofestival di quest´anno a Malmo, nella Svezzia.



ELIO E LE STORIE TESE. Secondo posto con "La canzone mononota". Anche per loro il premio della critica "Mia Martini", assegnato dalla sala stampa, e il premio per il miglior arrendamento, assegnato dall´orchestra dell festival. Ironicamente "insoddisfatti" del proprio resultato dicono: volevamo il quarto posto, avremmo acettato al limite il terzo. Il secondo è davvero molto grave. Non vogliamo essere etichettati come il Toto Cotugno del XXI secolo...



MODÀ. Terzo posto con "Se si potesse non morire". I Modà, insieme ad Emma Marrone, ottengono il secondo posto a Sanremo due anni fa con "Arriverà". L´anno scorso Emma, da sola, vince Sanremo con una canzone del cantante dei Modà, Kekko Silvestre ("Non è l´Inferno").




M.A.L.

venerdì 15 febbraio 2013

Concorso fotografico: La mia più bella foto di Pompei

Cari alunni, ho aperto un account su www.pinterest.com di modo che chi vuole partecipare può pubblicare una o più foto sue di Pompei (che avete scattato voi stessi quando ci siete stati). Oltre a pubblicarle (si entra nel sito con lo stesso utente e la stessa password che usate per scrivere sul blog) dovete anche scrivere un breve commento (dove, in che occasione, quando, ecc) con la descrizione della foto.
Istruzioni per la pubblicazione:
Entrate nel sito, cliccate su añadir + e poi su subir un pin. Scegliete la foto che avete sul pc e selezionatela. Non scrivete il nome, il concorso è anonimo.
Buona fortuna a tutti!

La diversità della lingua italiana a Sanremo


Una delle concorrenti nella categoria dei "Big" al Festival di Sanremo di quest´anno è la cantante napoletana Maria Nazionale,conosciuta a livello internazionale grazie alla partecipazione al film Gomorra, regia di Matteo Garrone, tratto dall'omonimo bestseller di Roberto Saviano, grazie al quale riceve la nomination al David di Donatello 2009 come miglior attrice non protagonista. La sua canzone, cantata in napoletano,  si intitola "È colpa mia". Non è la prima volta che sul palco dell´Ariston concorre una canzione non cantata nell´italiano standard.

Alcuni anni fa  è stato cambiato l’articolo 6 del regolamento del Festival, ovvero quello che escludeva tutti i brani cantati in lingue diverse dall’italiano (prima erano ammessi nei testi solo in minima parte). Le lingue straniere naturalmente rimangono off limits, ma gli idiomi dialettali vengono equiparati all’italiano, in quanto “appar­tenenti alla lingua italiana, qua­li espressioni di cultura popola­re”.

Ed è per questo che la propria Nazionale ha già cantato a Sanremo in napoletano insieme a Nino D´Angelo con il brano "Jammo Ja" (2010). Nel 2011 il cantante, nato a Monza, Davide van de Sfroos concorre con "Yanez" (omaggio a Yanez di Gomeira, l'eroe salgariano, protagonista di mille avventure insieme a Sandokan) in dialetto laghèe. Van de Sfroos è un cognome fittizio che restituisce foneticamente, nel dialetto comasco, la frase "Vanno di contrabbando" ("Vanno di frodo").

Come no, la polemica, como sempre a Sanremo, comincia ad apparire... Confrontazioni tra alcuni del nord e del sud. Il dialetto è visto come un’espressione di ignoranza che favorisce l’analfabetismo e impede l’apprendimento dell’italiano o non si devono nascondere lingue (o dialetti) comme il napoletano ( riconosciuto a tutti gli effetti dall'Unesco)?

Lunga discussione, lunga polemica.

Eccola qua la clip di Maria Nazionale.








M.A.L.

mercoledì 13 febbraio 2013

L'amore ai tempi di Sanremo

Da ieri, Martedì, si stà sviluppando la sessantesima terza edizione del Festival di Sanremo. Canzoni, artisti, umore, gara,  .... e alcune sorprese in più.
Abbiamo parlato molto di come la società italiana sta cambiando, le coppie di fatto, il DICO, le coppie miste...
Ieri sera, sul palco del Teatro Ariston, abbiamo visto questo.

http://video.repubblica.it/dossier/sanremo-2013/a-sanremo-la-storia-d-amore-di-stefano-e-federico/119290/117774



M.A.L.

martedì 12 febbraio 2013

NB2-NI2- NA2 Date esami della CAM

Sono state pubblicate le date per l'esame di giugno e settembre dei corsi NB2, NI2 e NA2

Italiano:
 
Livello Basico 31 maggio
Livello Intermedio 18 giugno
Livello Avanzato 24 giugno


Livello Basico 2 settembre
Livello Intermedio 20 settembre
Livello Avanzato 2 settembre


IN BOCCA AL LUPO A TUTTI!!

Susanna

Superquark: Pompei

Interessante programma italiano, Superquark, dedicato a Pompei: da non perdere!!
http://www.youtube.com/watch?v=KbeDsp1yHbU

venerdì 8 febbraio 2013

Caccia al tesoro sul Carnevale

Chi non è venuto venerdì 8 a lezione può fare per conto suo l'attività sul Carnevale pubblicata su google drive e che copio a continuazione:
Venerdì 8 febbraio 2013
 
Caccia al tesoro
A Carnevale ogni scherzo vale!!!
 
 
 
 
A gruppi di due, navigate in questo sito e rispondete alle seguenti domande.
http://www.carnevale.venezia.it/
 
1. In che modo i veneziani concludono i festeggiamenti del Carnevale? In che zona di Venezia ha luogo l'evento e in cosa consiste?
 
2. A cosa è dedicato il Carnevale 2013?


3. Quanto costa il biglietto per assistere al Gran Ballo della Serenissima? In cosa consiste? Dove si svolge?
 
4. Che giorno è previsto il volo dell’angelo? In cosa consiste? Cerca il video del volo 2013
Cos’è una pantegana? Cosa c’entra con il Carnevale?

6. Cos’è la Bauta?

7. Quanto durava anticamente il carnevale?
   
 8. Cerca due proverbi italian iche abbiano a che vedere con il Carnevale.

E inoltre:
 
A. Consulta le feste in programma, scegli quella a cui vorresti partecipare e spiega perché.
http://www.carnevalevenezia.com/feste.htm
 
 B. Video
http://www.carnevalevenezia.com/video.htm
Guarda il video Venice Carnival part 3 (non quello sul mambo) e cerca di riconoscere i monumenti, i posti, gli oggetti tipicamente veneziani

C. Vocabolario del carnevale
http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2385
Cerca una parola che inizia con la v: di cosa si tratta?
 
D. I dolci tipici
http://www.dolci.it/editoriali/carnevale.htm#.UQvnbx3AdCI

Cerca un dolce tipico di carnevale che ha vari nomi a seconda delle Regioni in cui si prepara. Si tratta di geosinonimi
 
E. Guarda queste maschere. Come si chiama la maschera di carnevale più famosa a Venezia?
 
F. Sapresti identificare queste maschere della commedia dell’arte? Ci sono due descrizioni in più
 
 

       1. Arlecchino, la maschera più nota in assoluto, è il servo imbroglione, perennemente affamato,  per lui Carlo Goldoni scrisse Il servitore di due padroni.
       2. Brighella, spesso nei panni di "primo Zanni", è il servo furbo, in contrapposizione con il "secondo Zanni", Arlecchino.
       3. Colombina è la servetta. Fa spesso coppia con Arlecchino, e le sue doti sono la malizia e una certa furbizia e senso pratico.
       4. Balanzone, conosciuto anche come il Dottore, è un personaggio serioso e presuntuoso.
       5. Pierrot, o Pedrolino, nasce come Zanni modificandosi poi nel famoso personaggio romantico grazie al mimo Jean-Gaspard Debureau.
       6. Pulcinella, in versione francese Polichinelle e in quella inglese Punch, è la notissima maschera napoletana. Servo spesso malinconico, mescola le caratteristiche del servo sciocco con una buona dose di saggezza popolare.
       7. Pantalone, o il Magnifico, è una famosissima maschera veneziana. Anziano mercante, entra spesso in competizione con i giovani nel tentativo di conquistare qualche giovane donna.
       8. Meneghino è la maschera 'simbolo' della città di Milano, la sua fama è dovuta in gran parte alle commedie di Carlo Maria Maggi.
 
 
 
 
Risorse:
Sito del comune di Venezia
http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2232
 
sito ufficiale
http://www.carnevale.venezia.it/
 
storia del carnevale
http://www.gustopedia.com/2-2008/A-Carnevale-ogni-scherzo-vale/
 
risorse sul carnevale
http://www.guerra-edizioni.com/civiltapuntoit/wq.cfm?wq=9&sez=ris
 
http://www.camacana.com/ita/index.php
laboratorio camacana
 
http://www.carnevalevenezia.com/
 
http://nuovavenezia.gelocal.it/multimedia/home/22919496
video venezia
 
http://www.carnevalevenezia.com/storia_carnevale_venezia.htm
 
Maschere
http://tuttoscuola.altervista.org/carnevale/maschere.htm
 
 
POMPEI

La Città di Pompei fù una città dell’Antica Roma situata nella regione di Campania (vicina alla città di Napoli).
Pompei si estende alle pendici del Vesubio, in provincia di Napoli. La caratteristica primaria che la fa unica al mondo, è quella di racchiudere sotto un unico nome due città.
Io ci parlerò della città antica, degli scavi della città di Pompei.

Adesso Pompei è uno dei grandi luoghi turistici di Italia e una meraviglia archeologica. È parte del Parco Nazionale del Vesuvio.

Dal 1997 Pompei è stata iscritta nell’albo dei siti che sono ritenuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.
 
Questa città era in piena espansione, con circa 20.000 abitanti quando fù soterrata da circa sei metri di cenere e lapilli a seguito di un’eruzione del Vesuvio, nel 24 agosto del 79 d.c. dove molti furono i morti. La Città era situata in un luogo dove ci sono molte delle ville per le vacanze ed avevano numerosi servici: un gran mercato dei cibi, mulino, taverna, un anfiteatro, picoli ristoranti, un bordello (casa di prostituzione)....


 Il Vesubio si risveglio e la distrusse insieme con le vicine Ercolano e Stabia. Nel XVI secolo fù scoperta quasi per caso durante i lavori di costruzione di un acquedotto. Gli innumerevoli ritrovamenti di affreschi, vasellame, suppellettili e arnesi vari ci aiutano a comprendere gli usi e i costumi degli antiche pompeiano.

             Tutto è come il giorno della eruzione, neanche i suoi abitanti non avevano tempo di scappare, lo che si sa per il gran numero di cadaveri incontrati e non è che la lava conservare i corpi, tutto lo contrario, li ho volatizzato completamente, ma quando si raffreddò la lava e come i corpi si hanno disfatti, resta la forma perfetta delle persone.

             Un gran número delle case particulare hanno conservato le sue stanze (camere), i suoi giardini ed i suoi atri. Molti di questi palazzi hanno anche inportanti resti di pittura murale e dei suoi mosichi. Le terme stabiane, le più antiche della città dal secolo IV p.c. Erano distribuite per una sezione per gli uomini e l’altra per le donne. Avevano un complicato sistema di riscaldamento: l’aria calda andava sull terra e tra i muri. Tanto gli uomini e le done avevano una stanza per vestirsi, una stanza con una vasca da bagno d’acqua calda e di una fontana con l’acqua moderata. Inoltre c’erano una gran piscina per nuotare al’aria libero.

Bordello (casa di prostituzione): Lupanar.

Nella Roma antica, c’erano molte culture e la gente parlavano molte lingue, le prostitute solo avevano una maniera di vendere i suoi favori sessuali, urlabano nella porta di questi negozi. Per questo il suo nome di lupanar: dove abita la lupa. C’è un negozi che oggi si  conserva bene e i suoi muri ha pittura di diverse posizione erotici, i letti sono di pietra

Ángeles Martín.
Avanzado 2
 



  IL CIBO NELL'ANTICA POMPEI

Che cosa mangiavano i pompeiani è documentato dai reperti carbonizzati di cibo. La cultura alimentare di questo popolo di commercianti si arricchiva spesso di novità provenienti da altri paesi, soprattutto dal nord Africa e dall'Oriente. Fondamentalmente la cucina pompeiana era ricca di fibre, proteine vegetali e di minerali. Ciò derivava dal fatto che gli alimenti principali erano le verdure e la frutta. Il pane, prodotto in diversi panifici con annessi mulini con macine in pietra, era senza dubbio un alimento base. Il notevole uso di verdure, coltivate anche negli orti domestici, conferma il nomignolo di "mangiatori di erbe" dato da Plauto ai romani. Plinio il Vecchio classificò circa mille piante commestibili, molte delle quali esaltate per le virtù terapeutiche.
Famoso era un tipo di cavolo che si coltivava in zona, conosciuto anche a Roma come il cavolo di Pompei o anche "cavolfiore". Questo alimento era molto considerato dai romani, tant'è che Catone nel "De Agricultura" gli attribuì il primato tra le verdure. "Se a un banchetto volete bere molto e mangiare con appetito - raccomanda Catone - prendetelo crudo prima del pasto e fate altrettanto dopo, vi sembrerà di non aver ingerito nulla e potrete bere quanto volete". Negli orti della campagna pompeiana si coltivavano diversi tipi di lattuga, molto simili a quelli ancora in uso ed anche la cicoria, i broccoli di rapa, il basilico, le carote, il crescione e il porro. Quest'ultimo era collocato da Plinio al primo posto tra gli alimenti insieme alla cipolla e all'aglio. Questi erano ritenuti dalle classi più povere un companatico da accompagnare al pane e non solo un condimento. Una precisa indicazione di ciò che si produceva, e quindi si consumava a Pompei, è fornita dal ritrovamento di semi carbonizzati di melone, fave, piselli, ceci e lenticchie. Un altro alimento particolarmente diffuso erano le olive, che si coltivavano in zona, verso i monti Lattari e venivano conservate, come oggi, in salamoia o in aceto ed anche trasformate in olio. In alcune case di Pompei sono stati ritrovati resti di noci, nocciole e mandorle, conservate su scaffali, tra le scorte alimentari per la famiglia.
Nel florido mercato cittadino si trovavano diversi tipi di frutta fresca proveniente dalle campagne regionali, tra cui mele, melograni, cotogne, pere, uva, fichi e prugne. Negli ultimi anni di vita prima dell'eruzione cominciarono a diffondersi le colture di piante da frutta di importazione, quali ciliegio, albicocco e pesco. I pompeiani usavano sofisticati sistemi di conservazione sia per gli ortaggi che per la frutta. Nel primo caso le scorte invernali venivano create immergendo i prodotti in salamoia o in aceto, mentre per la frutta si provvedeva ad essiccarla e ad immergerla nel miele, molto diffuso, che era usato anche miscelato al vino. Rinomata la produzione di formaggi (caseus), anche affumicati, ricavati sia dal latte di pecora che di vacca.

ÁNGELES MARTIN
AVANZADO 2

mercoledì 6 febbraio 2013

FESTE DI NATALE


Quest’anno è stato speciale, perché sono andata in Svizzera per le vacanze di Natale. Mia sorella abita lì, e sempre veniva qui con il suo fidanzato, però quest’anno abbiamo deciso di andare tutti lì, i miei genitori, il mio fidanzato ed io.
È stata la prima volta che siamo andati fuori dalla Spagna per Natale.
Inoltre, lì vivono mia zia (la sorella di mia madre), ed i miei cugini, così sono state vacanze famigliari e divertenti.
Rimanere a Natale in Svizzera è molto speciale perché con la neve in montagna è davvero bellissimo. Io sono arrivata lo stesso giorno della Vigilia di Natale. Era un giorno soleggiato e la neve splendeva, davvero era come essere nel paese di Babbo Natale.

Quella sera, abbiamo cenato con la famiglia di mio cognato. Loro sono italiani. I loro nonni, emigrarono in Svizzera tanti anni fa per lavorare, e hanno fatto la loro vita lì.
Io ero contentissima perché potevo praticare l’italiano!!!
La cena è stata meravigliosa, abbiamo mangiato, fra tante altre cose, un piatto tipico di Perugia, era una zuppa con una pasta che si chiama cappelleti col brodo, buonissimo!!

Un altro giorno siamo andati a Ginevra, una città piena di vita e di negozi lussuosi dove puoi trovare bellissime vetrine di orologi e gioielli.
Siamo andati a fare una passeggiata intorno al Lago Leman, un lago enorme con un getto in centro.
Siamo saliti anche sulla Cupola del Duomo, da dove si vede una bellissima panoramica della città.
Dopo abbiamo mangiato in un ristorante italiano. La cosa migliore è stato il dessert....una pizza di Nutella, mamma mia, come era buona!!!

Il venerdì siamo andati a mangiare la “fondue” e vedere una partita di hockey su ghiaccio, una serata tipica svizzera!

Il sabato mattina, siamo andati a “La Vue des Alpes” (in francese). È un posto in montagna vicino alla città dove abita mia sorella, da dove si vede la catena delle Alpi, se è un giorno chiaro e soleggiato, come quello.


Di sera abbiamo fatto una festa per il compleanno di Gianni, il figlio di mia cugina, cha abita anche lì. Abbiamo cenato, e abbiamo cantato con il “karaoke” canzoni italiane tipiche come “L’italiano Vero”, “Felicità”, “Sapore di Sale” o “Mamma Maria”. È stata una serata magnifica con tutta la famiglia!

Purtroppo, la domenica 30 dovevo ritornare a Madrid perché il lunedì seguente lavoravo.... però sono state grandi vacanze!!!

Cecilia Alegre Carrillo
Livello NA2  Martedì - Giovedì 16-18.30

Pompei. Catastrofi sotto il Vesuvio



Pompei. Catastrofi sotto il Vesuvio
Madrid, Centro dell’Arte Fondazione Canal de Isabel II

6 dicembre 2012 - 5 Maggio 2013
"Pompei. Catastrofi sotto il Vesuvio" è il titolo della mostra che dal 6 dicembre fino al 5 maggio aprirà al pubblico spagnolo e internazionale a Madrid, presso la Fondazione Canal de Isabel II (Plaza de Castilla).
Oltre 350 reperti in esposizione provenienti dai siti protostorici di Nola e Poggiomarino oltre che da Pompei e dai più noti siti archeologici vesuviani. In un unico percorso espositivo sono illustrati gli effetti delle varie eruzioni vulcaniche che hanno sconvolto la Campania e l’area vesuviana, dal II millennio a.C. alla più famosa eruzione del 79 d.C., che seppellì per circa 1700 anni le città di Pompei ed Ercolano
Alla presentazione della mostra, organizzata dalla Fondazione Canal in collaborazione con il Landesmuseum di Halle (Germania) e curata dal prof. Martìn Almagro, dell'Accademia Reale spagnola, era presente l'ambasciatore d'Italia a Madrid Leonardo Visconti di Modrone, la Soprintendente Teresa E. Cinquantaquattro e la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Napoli Valeria Sampaolo.
Un allestimento molto suggestivo, arricchito da proiezioni multimediali che accompagnano alla visita delle pitture, delle argenterie, delle sculture provenienti dalla casa del Menandro, dalla casa del Citarista di Pompei e dalla villa del Petraro di Stabia. L'esposizione si conclude con una sezione dedicata al ruolo dei Borbone, in particolare di Carlo III, nella scoperta dei siti vesuviani e con una sezione dedicata  agli insediamenti romani in Spagna a sottolineare gli stretti e profondi legami che uniscono Napoli con la penisola iberica.
Cecilia Alegre NA2

lunedì 4 febbraio 2013

Delle curisoità di Pompei

Sapevi che... 

...nell’attuale ingresso principale ai resti archeologici c’era un molo? Quindi, nell’anno 79 d.C., la costa arrivava fino a Pompei, sebbene adesso ci si trovi abbastanza distante.


…i resti archeologichi di Pompei sono stati discoperti dal re Carlos III di Spagna (detto Carlo VII di Napoli) nel 1738, che ha ordinato gli scavi nei paesi intorno al Vesuvio?

 …gli scavi di Pompei non sono ancora finiti perchè, dei 66 ettari che occupa la città, soltanto 45 ne sono stati già scavati? 

ELENA (NI1)

POMPEI

POMPEI


Pompeya, Provincia de Nápoles, Italia

Da Teresa

Popolazione

POPOLAZIONE Nell´età imperiale, quando la città cominciava ormai ad estendersi oltre la linea della vecchia cinta murale e si sopraelevavano ovunque le abitazioni con almeno un piano superiore, la popolazione di Pompei poteva ascendere ad un massimo di 20.000 abitanti. Oltre al vecchio ceto patrizio ed ai cittadini dell´età sannitica, oltre alle molte famiglie romane venute dal tempo della conqista sillana in poi, popolavano la città mercanti, liberti e schiavi d´origine campana, greca ed asiatica, richiamati sopratutto dal carattere industriale e mercantile che la città veniva sempre più assumendo dall´età augustea in poi. A giudicare dalle non molte case nobili rimaste intatte dall´invasione di botteghe e di officine, sembra che il vecchio patriziato, campano e romano, con la rapida trasformazione economica che veniva determinandosi nelle classi sociali durante il primo secolo dell´impero, si rifugiasse di preferenza nelle ville suburbane, lasciando libero campo al ceto mercantile, padrone ormai della vita economica della città e daldamente organizzato in associazioni e corporazioni professionali. MARISA RIVERA

venerdì 1 febbraio 2013

Catalogo libri e video della biblioteca della EOI di Carabanchel

Se cliccate su questo link potrete consulatre la lista aggiornata dei libri e dei film in italiano della biblioteca della scuola.

Programma delle attività della scuola di lingue Comemai

Querid@s, Cómo estáis? Esperemos que tod@s bien y que hayáis empezado muy bien el nuevo año. Queremos dar a este 2013 un toque cultural con nuestras nuevas actividades en italiano. Por lo tanto os invitamos a leer nuestra propuesta para los próximos meses. Os proponemos y aconsejamos: - Taller sobre la pasta fresca, sábado 9 de febrero, 19 horas, 30 €. También en otro día que elijas tú. - Curso extensivo de italiano para principiantes, a partir de la segunda quincena de febrero, horario de mañana y de tarde, 40 horas, 350 €. - Curso intensivo de italiano para principiantes, a partir de la segunda quincena de febrero, horario de mañana y de tarde, 40 horas, 325 €. - Curso sobre el Arte italiano “La ciudad de Roma”, a partir del 18 de febrero, los lunes de 11 a 13.30 horas o los jueves de 19 a 21.30, 30 horas, 295 €. Se requiere como mínimo un nivel A2 de italiano. - Curso sobre el Cine italiano: Mario Monicelli “La commedia all’italiana”. A partir de la segunda quincena de febrero, los martes de 19 a 21.30, 10 horas, 95 €. - Nuestros cursos para todos los niveles. Contáctanos para saber el horario y el precio. - Nuestros Cursos y Viajes Culturales a Cerdeña: nuestra web actualizada con el calendario de 2013: http://www.comemai.it/es/vacaciones-estudio-cerdena/. Si alguno de estos cursos os interesa para vosotr@s, para vuestra familia o vuestr@s amig@s, sólo tenéis que contactarnos. Muchísimas gracias. Un saludo Come mai? Lingua e cultura italiana

Le tipologie di case a Pompei

La scoperta di Pompei rivelò ai primi scavatori un'immagine del tutto inaspettata della città antica e dei suoi monumenti. In particolare, i differenti generi di abitazioni attirarono fin da allora l'attenzione di studiosi e di visitatori. La casa romana infatti era il luogo in cui si svolgeva gran parte della vita quotidiana e il mezzo attraverso il quale il proprietario cercava di dare un'immagine del proprio benessere a chi si recava a fargli visita. Conoscere le case della città, complete dell'arredo e della decorazione originaria, significa conoscere la storia degli abitanti. La casa romana classica è composta da una serie di stanze raccolte attorno a un grande ambiente chiamato atrio. L'atrio poteva essere interamente o parzialmente scoperto è rappresentava il centro dell'abitazione. Al centro dell'atrio si trovava una vasca chiamata impluvio, destinata a raccogliere l'acqua piovana. L'atrio era detto tuscanico se il tetto che lo copriva non aveva supporti che lo sorreggessero da terra, tetrastilo se il tetto era sorretto da quattro colonne poste agli angoli dell'impluvio e corinzio se attorno all'impluvio era disposto un vero proprio colonnato. L'ampio ingresso faceva sì che l'interno fosse visibile anche dalla strada, rivelando così ai passanti i segni della ricchezza dei proprietari. Questo tipo di casa, specialmente la casa ad atrio tuscanico, ha origini molto antiche ma è attestata a Pompei solo dal II secolo a. C., da quando cioè la città sannitica venne assorbita nell'orbita culturale romana. Alla casa ad atrio viene aggiunto con il passare del tempo un portico con giardino chiamato peristilio posto generalmente subito dietro l'atrio e, se possibile, in asse con esso. Si tratta di un elemento essenzialmente decorativo. Attorno al peristilio si dispongono le grandi sale (oeci) da banchetto o da ricevimento e in qualche caso anche delle piccole terme. Al centro del peristilio si allestiva il giardino della casa. Alcune case con peristilio furono costruite in posizione panoramica sul limite meridionale e occidentale della città, cosicché dal giardino colonnato si potesse godere anche della vista verso il Golfo di Napoli e la penisola sorrentina. Le case ad atrio o ad atrio con peristilio erano le abitazioni dei ceti più elevati della città. Si pensi che soltanto l'atrio raggiungeva mediamente una superficie di circa 150 mq. Esisteva naturalmente anche un genere di edilizia più popolare, che troviamo concentrato principalmente nei quartieri orientali della città. Qui, in un periodo compreso tra la fine del III e il II secolo a. C. venne infatti costruita una serie di isolati paralleli occupati da case a schiera. Si tratta abitazioni di dimensioni inferiori rispetto a quelle delle case ad atrio, la cui superficie originaria era per metà occupata da ambienti coperti e per metà da un giardino detto hortus. La parte abitata si sviluppava anche in questo caso attorno a un ambiente centrale, quasi un piccolo atrio, sempre scoperto. Con il passare del tempo molte delle proprietà originarie vennero acquistate da pochi proprietari e gli isolati si trasformarono in lussuose case dotate di enormi giardini. Oltre alle abitazioni costruite entro le mure gli scavi ci hanno rivelato la presenza di lussuose ville costruite presso la città, lungo le strade che collegavano Pompei con le città vicine. Queste ville, come la villa di Diomede o la villa dei Misteri, erano in realtà delle fattorie che producevano olio e vino dove il padrone aveva allestito un quartiere residenziale per sé, per la sua famiglia e per gli ospiti di riguardo. Ritroviamo in queste ville tutti gli elementi delle dimore urbane ma, a differenza delle case in città, qui il peristilio è sempre posto davanti all'atrio e non viceversa. Tratto da http://www.interviu.it/turismo/pompei/pompei.htm